• Alberto Crescini

L’Europa si è davvero fermata a Lipa?

A che serve cercare la vita extraterrestre su Marte quando non si è in grado di proteggere la vita umana sulla Terra? Anche se le pagine dei giornali sono più impegnate a raccontare vicende di politica interna, a partire dalla fine dell’anno scorso a Lipa in Bosnia Erzegovina si sta consumando una vera e propria tragedia umanitaria.


Il problema della migrazione lungo la rotta balcanica ha origini lontane, anche se dal 18 Marzo 2016 la situazione ha cominciato gravemente a peggiorare. Quel giorno del 2016, infatti, l’unione Europea ha deciso di delegare alla Turchia la gestione delle rotte migratorie siglando con essa un accordo che comprendeva un “contributo” di 6 miliardi di euro. Da quel giorno la Turchia avrebbe dovuto accollarsi l’intera gestione dei migranti chiudendo la rotta migratoria balcanica verso l’Europa.


Negli anni a seguire, tuttavia, questo accordo si è dimostrato fallimentare evidenziando le sue contraddizioni e non essendo in grado di fornire alcuna soluzione efficace, ma creando piuttosto ulteriori difficoltà ai disperati della rotta migratoria balcanica. Nel corso degli anni, infatti, l’accordo con la Turchia non ha portato a diminuire il flusso dei profughi che, trovando i confini europei chiusi, rimangono bloccati in paesi come la Bosnia Erzegovina.



Fonte: Facebook Caritas Ambrosiana

Innanzitutto, è bene spiegare che Lipa non è una città ma un altipiano nel Cantone Una-Sana in Bosnia Erzegovina. In Bosnia Erzegovina ci sono oggi 5 campi profughi attrezzati ma che non sono in grado di contenere tutti i profughi oggi presenti sul territorio Bosniaco. I profughi che non trovano posto in uno dei 5 campi attrezzati, sono costretti a trovare rifugi di fortuna oppure sono raccolti in campi temporanei di emergenza come quello di Lipa.


Il campo profughi di emergenza di Lipa, secondo un accordo tra l’Organizzazione Internazionale dei Migranti e il governo bosniaco, doveva essere allestito e dotato di servizi essenziali come acqua ed elettricità ma, a causa di numerose difficoltà economiche e logistiche questi servizi non sono mai stati installati, creando una situazione ben presto ingestibile. La difficoltà della gestione ha portato al ritiro dell’Organizzazione Internazionale dei Migranti nel dicembre dello scorso anno.


Da quel momento per le 1000 persone circa presenti sull’altipiano di Lipa i problemi si aggravano ulteriormente e dopo pochi giorni, il 23 Dicembre, divampa persino un grave incendio che distrugge completamente le già precarie strutture esistenti. Dal 23 Dicembre comincia per quelle persone un vero inferno. I migranti si trovano, infatti, per circa 2 settimane del tutto privi di un riparo in un luogo dove le temperature la notte, nei mesi invernali, raggiungono facilmente i -15° C.


Un grave stallo politico tra il Governo centrale bosniaco e il governo del cantone dove si trova Lipa non riesce a risolvere la situazione e, solo dopo circa 2 settimane, il governo bosniaco con l’intervento dell’esercito riesce ad installare delle tende nelle quali i migranti possono rifugiarsi per le ore più fredde della notte. Il freddo è tale che anche il gasolio portato per alimentare il generatore ghiaccia e la speranza di queste persone rimane appesa alle organizzazioni non governative come la Caritas Ambrosiana e la Croce Rossa internazionale. Queste organizzazioni, attraverso il lavoro eroico di molti volontari, riescono a fornire alle persone cibo, acqua, legna per scaldarsi e indumenti per ripararsi dal freddo.

Secondo quanto il Direttore della Caritas Ambrosiana, il Dott. Luciano Gualzetti ha comunicato, in poche settimane la generosità degli italiani ha permesso di raccogliere 600.000 euro in donazioni. Questi fondi sono utilizzati per acquistare in loco i beni necessari ad aiutare i migranti e, nel contempo, sostenere l’economia locale gravemente colpita dalla crisi economica causata dalla pandemia di Covid19.


Le buone notizie sono che, grazie al coraggio dei volontari e alle donazioni ricevute dall’iniziativa promossa dalla Caritas Ambrosiana, la condizione del campo di Lipa sta migliorando di giorno in giorno, seppur rimanga comprensibilmente molto critica. Giovedì 18 Febbraio i volontari sono anche riusciti ad inaugurare una grande tenda refettorio che permetterà finalmente alle persone di consumare, dopo tante settimane, il proprio pasto seduti in un ambiente caldo.


Seppure queste siano belle notizie, sono solo una piccola parte di ciò di cui queste persone hanno bisogno. È necessario che l’Unione Europea, assieme ai governi dei singoli stati, si occupino con urgenza della seria problematica della migrazione sulla rotta dei Balcani e riaprano i necessari corridori umanitari che permettano a queste persone un futuro dignitoso in uno dei paesi europei.


Qualora siate interessati ad aiutare i migranti del campo di Lipa di seguito il link della Caritas Ambrosiana al quale potete effettuare le vostre donazioni. https://emergenze.caritasambrosiana.it/emergenza-profughi-bosnia/