• barbara1346

Ultima stazione: Sonderschule di B. Golini

Aggiornato il: 21 dic 2020


In un articolo del 2009, ritrovato in questi giorni, di Annett Mängel dal titolo molto chiaro "Endstation Sonderschule", di cui il link di seguito:

https://www.blaetter.de/ausgabe/2009/september/endstation-sonderschule

si parla della questione della Sonderschule.

Che cosa è la Sonderschule? Moltissimi italiani, quando arrivano qui si trovano a confronto con questa realtà che in Italia non esiste più dagli anni '70, perché l'Italia propone un modello di scuola integrativo.


Le prime tracce della Sonderschule si trovano a partire dal 1835, secondo fonti Wikipedia, a Chemnitz; allora definita come Notschule, serviva per aiutare quei ragazzi che avevano lacune nella conoscenza necessaria per la cresima della chiesa luterana. Nel 1859 il rettore di una scuola di Halle (Saale) crea una Nachhilfeklasse per "nicht vollsinnige Kinder". Successivamente, i bambini più deboli andavano nella "Notschule". Ma fu Heinrich Ernst Stötzner nel 1881 a fondare una delle prime "Hilfschulen" in Germania e nello stesso anno Heinrich Kielhorn fondò una "Hilfklasse" a Braunschweig. Con la sua opera "Schulen für schwachbefähigte Kinder" Stötzner diede vita in pratica alle Sonderschule. Ma fù il filosofo, psicologo e pedagogo Eduard Spranger ad usare per la prima volta il termine Sonderschule.

Fù sotto il nazionalsocialismo e la promulgazione delle leggi sulla razza pura e le conseguenti leggi sulla sterilizzazione dei diversamente abili, che la Sonderschule (allora denomimata Hilfschule) cambiò il suo obiettivo, ma non sparì. Non fù la Sonderschule ad essere in pericolo, ma i bambini che in essa si trovavano, perché controllati ed osservati e se del caso sterilizzati. Nel 1955 ci fù il passaggio dalla denominazione di "Hilfschule" a "Sonderschule" e nel 1960 fù definito ufficilamente il concetto di "Sonderschule" che racco i "Lernbehinderte".


In Italia, il dibattito sulle scuole speciali per bambini con difficoltà di apprendimento, molto attuale in Europa in tutto l'800 trova la sua realizzazione nel 1900 nella scuola Aurora di Torino, la definizone testuale era "classi speciali per bambini deficienti", per poi passare alla fondazione di scuole che convogliavano i "ritardati". Sotto il regime fascista in Italia essa viene istituzionalizzata. Il 31 dicembre 1962 con la legge 1859, il governo Fanfani istituisce la scuola media unificata, ma esistono ancora le scuole differenziali per alunni affetti da disabilità gravi e classi per alunni con problemi di socializzazione o apprendiemnto. Testualmente riportato da wikipedia il DPR 1518 del 22 dicembre 1967 cita: "soggetti che presentano anomalie o anormalità somato-psichiche che non consentono la regolare frequenza nelle scuole comuni e che abbisognano di particolare trattamento e assistenza medico-didattica sono indirizzati alle scuole speciali. I soggetti ipodotati intellettuali non gravi, disadattati ambientali, o soggetti con anomalie del comportamento, per i quali possa prevedersi il reinserimento nella scuola comune sono indirizzati alle classi differenziali".


Con il sessantotto in Italia si sviluppa un movimento di critica molto accesa contro le scuole differenziali, tanto che gli stessi insegnanti delle suddette scuole, spingono i genitori ad inserire i propri figli in una scuola regolare (qualcosa di inimmaginabile in Germania ancora oggi ndr.). Furono le esperienze di Mirella Antonione Casale e don Lorenzo Milani a portare alla creazione della legge 118 del 30 marzo 1971 sotto il governo Colombo ad inserire gli alunni nelle classi regolari, salvo handicap di particolare gravità. Con la commissione parlamentare della sen DC Franca Falcucci nel 1975 si elimina definitivamente per l'Italia il capitolo scuole differenziali. Tra l'altro, la commissione parla di classi regolari di 15-20 alunni e il dover privilegiare il tempo pieno, temi ancora oggi molto attuali.

Ma dopo questa parentesi storica sulla nascita delle scuole differenziali in Europa (contemporanemente all'Italia e alla Germania, esse nacquero anche in Francia e in Inghilterra), torniamo all'articolo del 2009 postato sopra. La Mängel parla della Sondeschule come di una scuola ultimo stadio, ma anche come una scuola che non ha più senso continuare a tenere. La Mängel, sopratutto, fa il paragone con l'Italia e ne evidenzia la capacità di integrare. Una prospettiva per l'autrice che dovrebbe essere seguita anche in Germania. l'autrice parla di enormi differenze tra i vari Land in termini di ospiti delle Sonderschulen (Förderschulen) e evidenzia la quasi completa impossibilità di proseguire negli studi e l'emarginazione e la ghettizzazione che la Sonderschule crea. Molto al di sotto dell'1% degli alunni delle Sonderschulen riusciranno a frequentare un Liceo e raggiungere l'Abitur. L'autrice parla di 480 000 bambini nel 2006 attestati come "sonderpädagogischer Förderbedarf" che lei definisce, nella maggior parte dei casi, una esclusione definitiva dalla società.

La Sonderschule viola la convenzione UN sui diritti dei diversamente abili e la stessa UN ha più volte ricordato alla Germania di rivedere il suo sistema e di creare un sistema integrativo valido. Tuttavia, dice l'autrice, in Germania il tema è stato preso sottogamba e messo a tacere. In Sassonia, ad esempio, alunni diagnosticati con problemi di disgrafia e discalculia e per questo inseriti nelle scuola differenziali sono di numero assai superiore rispetto ad altri Land. Il sistema scolastico del Baden-Württemberg è quello che presenta maggiori problemi relativamente alla convenzione UN. La Mängel parla anche dell'esperimento attuato in una Waldorfschule per 13 lunghi anni, un esprimento di successo per l'inserimento degli alunni nel corso di studi regolari, un esprimento chiuso, e addirittura cita il fatto che i genitori siano stati ricattati e messi sotto pressione se non avessero accettato la chiusura del progetto e l'obbligo di inviare i proprio figli alla Sonderschule. Molte sono state e sono le lotte per un sistema integrativo valido in Germania e un passo verso la convenzione UN per i diritti dei diversamente abili.


In questi anni, è stato inserito un sistema integrativo parziale in Germania, nel quale alcuni alunni vengono inseriti nel sistema scolastico regolare seguiti da insegnanti della Sonderschule; ancora troppo pochi, purtroppo, e ancora troppo mal organizzati.

Ci sono scuole, però, che riescono a realizzare un sistema integrativo ben fatto, purtroppo tutto è lasciato un po' alla scuola stessa e alla sua capacità/volontà di adottare un sistema che funzioni. Ciò non vuol dire che non ci siano casi di successo. La Sonderschule (oggi chiamata Förderschule) viene criticata dalla Mängel come sistema di eslcusione dalla società e non come attuazione della didattica.


Nelle slide della ricerca effettuata da Bente Schnug & Patrycja Magdalena Kubicka "Institution Sonderschule" si possono chiaramente vedere le rivelazioni statistiche del numero delle Sonderchule in Germania che dal 2006 al 2019 passano da 3.395 a 2.819 una diminuzione irrisoria se si considera la richiesta UN più volte rivolta alla Germania.

Slide nr. 8

Gli stessi ricercatori, in una slide successiva riportano i vantaggi e gli svantaggi dell'istituzione Sonderschule e si pongono alla fine la domanda se sia logico e giusto chiudere in un luogo a parte bambini con deficit di apprendimento e isolarli dagli altri.

Slide nr. 24

Una domanda lecita, visto che diversi studi dimostrano che il contatto con gli altri aumenta la capacità di apprendere e, come diceva Vygotskij nel "1934, nel gruppo che coopera per un apprendimento attivo gli alunni possono confrontarsi e fornirsi assistenza l’un l’altro." e "Apprendere in modo cooperativo significa aiutarsi reciprocamente, spiegarsi le varie strategie da usare, usare un linguaggio tra pari." (Perché l’apprendimento cooperativo di Rosa Maria Cannavale e Maria Rita Natella).

Un caso che vorrei raccontare brevemente qui è quello di Tiziana, che ha dovuto lasciare la Germania, pur avendo avuto una madre tedesca e avendo un lavoro e trovandosi bene qui, perché i suoi figli sono stati considerati bambini con deficit di apprendimento e inseriti nella Sonderschule. Tiziana (di cui vi parlerò in dettaglio in un altro articolo) oggi è tornata in Italia e cerca di recuperare i danni fatti ai figli, inseriti in una scuola regolare.


fonti:

https://johannes-mand.de/wp-content/uploads/2020/08/Schnug-Kubicka.pdf

https://www.edscuola.eu/wordpress/?p=19842

https://de.wikipedia.org/wiki/F%C3%B6rderschule_(Deutschland)

https://it.wikipedia.org/wiki/Classi_differenziali

https://www.aktion-mensch.de/inklusion/bildung/hintergrund/zahlen-daten-und-fakten/studie-inklusion-schule.htm

https://www.behindertenrechtskonvention.info/